Hashtag e Privacy: differenze tra i Social Network

Scritto da Gianluca in Web News



Social Media hashtagCon il recente atterraggio degli hashtag su Facebook si completa il cerchio dei Social Network che utilizzano questa tecnica che permette di etichettare parole e frasi, che vanno a creare trend e veri e propri flussi di notizie, riguardo i più svariati argomenti.

Non siamo qui, però, a cercare di ripercorrere la storia degli hashtag, ma siamo più che altro interessati a capire come funziona il loro utilizzo, rapportandolo alla privacy, argomento sempre molto delicato quando si parla di Social Network.

Twitter è stato il precursore per ciò che concerne l’utilizzo degli hashtag, andando a creare anche i famosi “trend“, che mettevano in evidenza quali fossero stati i tag più usati, dividendoli anche per zone geografiche.

La privacy su Twitter, però, è un po’ labile. Ogni post è visibile a tutti e questo, ovviamente, si estende alla tecnica dell’hashtag.

Discorso diverso per ciò che concerne, ad esempio, Google+. Qui la privacy viene rispettata e, se ad esempio un post viene scritto all’interno di un gruppo privato, tale resterà, anche se vi è presente un hashtag. Se cercato dall’esterno, infatti, tale post non apparirà, garantendo il rispetto della privacy del succitato gruppo.

Google+ dà anche la possibilità di permettere di vedere un post, con relativo hashtag, solo alle persone menzionate all’interno dei commenti al post.

Stesso discorso vale per Instagram, dove le foto private resteranno tali, pur se contengono un hashtag, mentre con Tumblr si possono usare i post privati (che saranno visti solo dal loro autore), mentre l’alternativa è creare un blog protetto da password, sicché solo gli utenti selezionati potranno vedere post e relativi hashtag.

E Facebook? L’ultimo arrivato all’utilizzo degli hashtag ha seguito la strada di Mountain View, adeguandosi alla privacy del singolo utente. Cosa significa? Che se su Facebook un post è privato, condiviso tra pochi intimi, e vi si inserisce l’hashtag #festaasorpresa, nessuno al di fuori di questo gruppo troverà il post, pur cercando esattamente #festaasorpresa.

In tal caso prestate attenzione a come proteggere la vostra privacy, perché se non avete mai cambiato le impostazioni, scrivere un post con all’interno un hashtag potrebbe significare farlo leggere a tutti!

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Gianluca

Appassionato di informatica fin da piccolo, sono uno dei fondatori di Zaniah. Attualmente, oltre ad amministrare l'azienda, mi occupo di sviluppo web e search engine marketing (SEM).

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