Perchè validare un sito web?

Scritto da Gianluca in Guide



Alcuni giorni fa, ho spiegato il significato che ha la frase “validare un sito web”.

Oggi, invece, voglio concentrarmi sull’utilità della validazione di un sito e sui vantaggi che essa porta; in modo da poter permettere a chiunque di valutare se validare (o farsi validare da qualcuno) il proprio sito web.

Prima di iniziare ad elencare i vantaggi (almeno i principali) che una validazione del sito web porta, ti invito a scaricare ed installare sul tuo computer i principali browser web attualmente in circolazione. Dopodichè, prova a visualizzare il vostro sito web su ognuno di essi e controlla che non ci siano errori o differenze.

Ecco i link dove potete scaricare i browser web più utilizzati: Microsoft Internet Explorer, Google Chrome, Mozilla Firefox, Opera e Apple Safari.

Vantaggi principali della validazione di un sito web:

  • In termini di accessibilità di un sito web (condizione che, a prescindere dalle leggi, dovrebbe essere rispettata da tutti), un sito valido è sicuramente più accessibile di un sito non valido.
  • Quando si naviga nel web e ci si imbatte in un dato sito web, la codifica di quest’ultimo viene lasciata all’interpretazione del browser web che si sta utilizzando in quel momento; e, anche se il sito in questione utilizza un linguaggio corretto, se non è allineato con gli standard internazionali del W3C, la sua visualizzazione potrebbe apparire diversa da browser a browser: validare un sito web permette di limitare le differenze di visualizzazione del sito da un browser all’altro.
  • Fortunatamente, ormai, sono le stesse case software che realizzano i browser si stanno attenendo sempre di più agli standard del W3C ed un sito web “validato” diventa sempre più facilmente visualizzabile da tutti i browser, dai più vecchi fino a quelli ancora a venire. In futuro la percentuale di compatibilità dei vari browser con gli standard del consorzio W3C sarà sempre più alta; ciò sta a significare che più si andrà avanti, più diventerà importante (se non indispensabile) validare, o farsi validare, il proprio sito web.
  • La presenza di errori html nella pagina di un sito web, ne rallentano la lettura da parte dei browser, causando problemi di lentezza di navigazione.
  • Infine, la validazione di un sito influenza (seppur in maniera minima), la sua indicizzazione ed il suo posizionamento sui vari motori di ricerca. La presenza di errori rende difficile e lenta la lettura da parte degli spider dei motori di ricerca (oltre che da parte dei browser, come detto in precedenza), che non riescono ad indicizzare correttamente tutte le pagine web che compongono il sito. Inoltre, la presenza di collegamenti sbagliati sulla pagina web fanno perdere i navigatori, ma anche i motori di ricerca. Troppe “tabelle” o immagini senza contenuto alternativo (tag “alt“) in una pagina, rendono difficile la lettura da parte dei motori di ricerca delle informazioni rilevanti ai fini dell’indicizzazione: più sarà difficile per il motore di ricerca indicizzare e memorizzare le pagine e meno traffico arriverà sul tuo sito!

E tu, cosa ne pensi? Vale la pena impiegare del tempo per validare un sito web?

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Gianluca

Appassionato di informatica fin da piccolo, sono uno dei fondatori di Zaniah. Attualmente, oltre ad amministrare l'azienda, mi occupo di sviluppo web e search engine marketing (SEM).

6 commenti


  • Alberto Cini il 3 giugno 2011 scrive:

    Bell’articolo, complimenti, lavoro nel web developing da 3 anni oramai e ho sempre validato i siti su richiesta del cliente e l’unico vero motivo è sempre stato la possibilità di aggiungere i loghini di w3c validator in fndo alla pagina.

    Da programmatore la prima cosa che mi viene in mente è che un sito validato o meno avrà sempre i soliti errori su internet explorer, mi riferisco alla miriade di bug di questo browser che mediamente mi rallentano nella consegna dei lavori di almeno 2 giorni.

    Personalmente sui portali più tecnologici che ho realizzato ho abbracciato questo grande movimento chiamato Too Cool for Internet Explorer (http://www.w3junkies.com/toocool/) che permette di individuare il browser dell’utente e se sta navigando con ie lo invita a scaricare un qualsiasi altro browser (tanto sono tutti migliori).

    In cocnclusione mi trovi d’accordo con quanto hai scritto nell’articolo, ma ci tengo a sottolineare che a mio avviso la validazione non deve avere priorità sulla tecnologia, se volete un sito davvero bello e pieno di effetti con magari chissà quante opzioni di modifica da parte dell’amministratore rinunciare alla validazione per ottenere un risultato che incolla gli occhi del visitatore al monitor è un ottimo compromesso.



    • Gianluca il 3 giugno 2011 scrive:

      Ciao Alberto,
      grazie del feedback.

      Sinceramente il fatto di poter aggiungere i loghi del W3C in fondo alla pagina non mi ha mai interessato più di tanto, anche perchè quotidianamente trovo siti non validati che ce li hanno; quindi lo trovo alquanto inutile.

      Per quanto riguarda il progetto “Too Cool for Internet Explorer”, mi sembra interessante.. ma come mai nell’elenco dei browser “alternativi” ad IE non è presente Google Chrome? In giro per il web comunque se ne trovano tantissimi di progetti simili. Per WordPress, ad esempio, esistono dei plugin che riconoscono se il visitatore sta utilizzando IE 6 e gli fanno comparire un popup che lo invita a cambiare browser.

      Daccordissimo con te che la validazione non deve avere priorità sulla tecnologia, sopratutto se devo spendere ben 2 giorni prima della consegna.



  • Vector Design il 26 luglio 2013 scrive:

    Concordo su tutti i punti,
    aggiungo che la strada dei software opensource non garantisce di per sè l’ottenimento di un sito web validato e senza errori.
    Personalmente ho intrapreso la strada più difficile, ossia quella di sviluppare un CMS da zero per poter controllare ogni aspetto del codice e del markup.
    In tempi di HTML5 questo mi ha permesso di curare anche l’aspetto semantico e dettagli come i microdati, ottenendo una piattaforma che soddisfa le mie necessità.

    La seccatura quando usavo Joomla, WP o altro era dover rincorrere continuamente versioni, upgrade, plugin, moduli… alla fine non avevo mai una versione veramente “allineata” ed era una gran fatica.

    Quindi alla fine il mio consiglio è: se volete un sito web validato e rispettoso degli standard… Realizzatelo da soli!



    • Gianluca il 26 luglio 2013 scrive:

      Mi complimento con te per essere riuscito a realizzare un CMS da zero, però permettimi di contestare la tua affermazione “Quindi alla fine il mio consiglio è: se volete un sito web validato e rispettoso degli standard… Realizzatelo da soli!”.

      Hai legato il concetto di validazione a quello di CMS proprietario, in realtà sono due cose che non hanno nessun legame.

      La validazione di un sito web è strettamente legata al codice generato nel front-end, a prescindere da quale CMS esso sia generato.



      • Vector Design il 27 luglio 2013 scrive:

        Ciao, hai ragione…
        solo che per me la validazione dell’output, gli aspetti semantici etc. sono diventati un chiodo fisso, anche perché ho constatato che alla lunga ripagano sotto molti punti di vista (come evidenziavi nel tuo articolo).
        Nella mia testa il concetto di qualità del codice “prodotto” dal CMS si sovrappone con l’idea di CMS stesso.

        Per definire meglio la mia idea posso solo dire che quello che apprezzo di più di un sistema “custom” è il fatto che conoscendone la struttura alla perfezione posso rapidamente adattarlo a molte esigenze diverse, cosa a volte difficile con i sistemi os… Buona parte dei siti realizzati con Joomla girano con 20 / 30 errori sul validatore w3c, spesso a causa di plugin raffazzonati o di adattamenti dell’ultim’ora.

        Era in questo senso che raccomandavo l’autonomia garantita da un sistema custom, dove se c’è un problema è più semplice risolverlo, progredendo di volta in volta verso un sistema più stabile e raffinato.

        Ciao.



        • Gianluca il 29 luglio 2013 scrive:

          In effetti in un sistema custom è più semplice correggere eventuali errori di validazione.

          Inoltre, come dici tu, la maggior parte degli errori di validazione che si ottengono sui CMS Open sono causati dai Plugin e quelli, purtroppo, sono più complicati da correggere.

          Ovviamente, però, prima di decidere se utilizzare un CMS proprietario oppure un CMS Open Source ci sono tanti aspetti da tenere in considerazione, non solo l’aspetto della validazione.
          Sono convinto che questa sia una scelta da fare volta per volta, progetto per progetto, analizzando tutte le esigenze richieste.

          Ma qui, continuando per questo discorso, mi sa che vado un po troppo off topic. 🙂



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